impronte sull'acqua...
lunedì, 21 aprile 2008
C'è un momento, sarebbe meglio forse chiamarlo istante per la sua fuggevolezza, della mia giornata che mi riempie il cuore di gioia pura.
Un attimo in cui tutto sembra misteriosamente combaciarsi.
Tutto è magicamente perfetto, colori odori suoni silenzi, tutto è giusto.
Solo alcune mattine il mio cielo tocca l'asfalto, e la sottile foschia che avvolge ogni cosa lascia il posto al contrasto nitido dei colori, l'umido della notte mi abbandona, si spengono i lampioni ,arrivano le luci del giorno e anche se non c'è sole chiudendo gli occhi, si, va bene così.
Io sono sola e scalza davanti al lago, tra le mani una tazza di caffè nero bollente, sale alle narici il suo profumo schietto e io con gli occhi ancora sigillati dai sogni torno bambina ferma all'angolo della strada ad aspettare le mie compagne di scuola.
Gli stessi odori e lo stesso silenzio nella strada deserta.
la stessa attesa...
La finestra aperta lascia entrare i suoni della mattina, gli uccelli contendono i rami nella penombra del semigiorno, tutt'intorno silenzio, potrei entrare nel passato in un soffio se soltanto a pochi metri da me non sentissi il respiro regolare dei miei bambini che danzano ancora nel sonno.
la strana luce del giorno, tra le sei del mattino e le sette solamente, mi regala uno spiraglio, sembra stupido mi rendo conto, ma giuro che quel piccolo momento mi restituisce il senso di molte domande.
un sorso di caffè caldo e amaro tra le labbra e i miei quasi quarant'anni scivolati via così veloci che come sabbia tra le dita troppo veloce a scomparire nelle pieghe tra le rughe appena accennate.
eppure, felice, si ...davvero felice.
arriva il sole, che peccato, è ora di svegliare la casa, correre ridere e non fermare le mani veloci che tutto devono fare.
Buongiorno! ancora una volta buongiorno.
martedì, 08 aprile 2008

Photocredit:Helen Lewitt
Julia piange sulla panchina perchè Yasmine le ha detto che non puo' parlare lei piccola sporca palestinese.
Mattia invece che è marocchino gioca ignaro con i cavalieri e ha il moccio che gli scende felice fino al mento .
Alberto ha paura della morte perchè ogni volta che muore qualcuno, dice che gli escono le lacrime dagli occhi e così quando si addormenta spera tanto di non sognare; Matteo è seduto in disparte oggi come ogni giorno ormai ...cartellino rosso, ma è abituato, iperattivo e iper protetto dalla mamma che non è capace di contenerlo nei no e nei ma. Eppure invece di un nuovo gioco basterebbe un abbraccio caldo. Forse ha già un futuro scritto, il problema è che non sarà troppo roseo.
Andreina è rumena e non ha che le sorelle a crescerla, mentre mi chiede un'altra fetta di pane e nutella mi dice che la sua mamma non c'è più e il suo papà non l'ha mai nemmeno conosciuto...
Ha occhi azzurri che sorridono e le guance rosse per il correre.
strano mondo questo micromondo, sembrano bambini e invece già conoscono molto o troppo della vita.
li guardo e vorrei che non crescessero mai.
(io intanto appoggio qui queste poche parole per dire che ci sono e mi sto preparando a tornare...)
vi abbracciotuttiappassionatamente.
domenica, 03 febbraio 2008

Elliott Erwitt - PHOTOCREDIT
Non avrei mai creduto di non riuscire piu' a trovare un attimo nella mia giornata per passare da questo luogo tanto amato e dalle case che conosco e che tanto calore mi hanno regalato negli anni passati; eppure nonostante i salti mortali davvero non riesco a trovare angoli e minuti di pace in questa mia caotica nuova vita.
Vita nuova, si, perchè sto imparando di nuovo tutto e tutto è bello come la prima volta; ma mi lascia senza fiato.
Chiara che cresce a vista d'occhio... le sue gambe... i suoi occhi ... le sue labbra diventano sbarazzine e io la guardo affascinata da tanta bellezza così ingenuamente mostrata. Dal suo candore malizioso e dal suo essere ormai per certi versi lontana lontana lontana.
Andrea piccolo biondo Attila distruttore di ogni angolo di casa, sorridente sempre beffardo nei suoi gesti studiati e mirati a dispetto costante, meravigliosamente fragile e forte nello stesso tempo....belisssimo dono inaspettato, imprevedibile costante emozione del cuore.
La scuola e i miei entusiasmi, giorno dopo giorno travolta dolcemente da questi "miei" bambini che mi salutano regalandomi un bacio sulla guancia e un ciao maestra urlato o sussurrato a seconda delle volte.
Che istante infinito e denso di colori è questo per me....
Arrivo a sera che il corpo si abbandona pieno di felicità ma svuotato di energie e l'ultimo pensiero dopo i sorrisi di chi mi vuol bene è a questo mio angolo un po' disabitato; ci sono ...vorrei dire a ognuno di voi e vi penso e vi abbraccio tornero' presto quando l'aria si farà piu' tiepida e i passi di Andrea piu' veloci e tutto forse ritornerà ad avere il giusto ritmo. Per il momento non mi resta che venire di tanto in tanto affacciarmi e darvi un bacio virtuale con tanto tanto amore.
A tutti voi buon Carnevale....che siano giorni di sorrisi leggeri come coriandoli colorati e volanti dal cielo al viso.. tra le dita ...sui capelli....
Simona (la Nic)
domenica, 27 gennaio 2008

11esimo : non dimenticare.
giovedì, 27 dicembre 2007
Un Natale così, si, insomma così...
malata e dietro ai vetri chiari di sole, pensando al passato, ma non mi giro indietro.
ho solo qualche piccolo nodo da sciogliere, e ascoltando questa canzone bellissima chissà come ...sono emersi strani sentimenti.
auguro a tutti giorni di amore, parole da impigliare nel cuore e dolci sorrisi....
a presto a presto...spero.
Nic

Leggenda di Natale
Parlavi alla luna, giocavi coi fiori
avevi l'età che non porta dolori
e il vento era un mago, la rugiada era una dea
nel bosco incantato di ogni tua idea
nel bosco incantato di ogni tua idea.
E venne l'inverno che uccide il colore
e un Babbo Natale che parlava d'amore
e d'oro e d'argento splendevano i doni
ma gli occhi erano freddi e non erano buoni
ma gli occhi erano freddi e non erano buoni.
Coprì le tue spalle d'argento e di lana
di perle e smeraldi intreccio una collana
dai piedi ai capelli ti volle baciare
dai piedi ai capelli ti voleva baciare.
E adesso che gli altri ti chiamano dea
l'incanto è svanito da ogni tua idea
ma ancora alla luna vorresti narrare
la storia d'un fiore appassito a Natale
la storia di un fiore appassito a Natale.
(De Andrè/Reverberi)
ispirata a La Pere Noel et la petite fille di G.Brassens
venerdì, 16 novembre 2007

Piccolo Uomo
PREGHIERA
piccolo figlio, prima del tuo arrivo
gli agnelli erano soli
e il cane giallo aveva gli occhi tristi.
Pesante era il mio fuso, e il sentiero
che porta alla sorgente
sembrava non dover finire mai.
Ma un giorno la Gente si è raccolta,
ha legato i cavalli presso la casa,
e lo stregone ha intonato una canzone,
mentre la carne cuoceva sopra il fuoco.
E sei venuto tu,
in una notte di luna,
di luna piena e bianca,
mentre tenevo stretto il talismano
Lana di pecora adesso ti protegge,
riposi al caldo.
Dovunque andrai,
con te verranno gli agnellini,
e il cane giallo,
e avrai il tuo gregge, un giorno,
tutto per te.
Forte sarai,
Hoski-yazzi,
Piccolo Uomo,
piccolo figlio.
(NAVAJO)
16 novembre ...un anno con te
mercoledì, 07 novembre 2007
un giorno all'improvviso ...
una voce mi canto', questa canzone nell'orecchio mentre su di una panchina osservavo le foglie che volavano gialle verdi e marroncine....bello il mondo visto di lassu'....soprattutto bello il cuore gonfio di rami e cielo e aria libera da respirare.
oggi mi pizzicano gli occhi e dal petto sembra che una diga intera debba da un momento all'altro straripare...
resisti mi dico, ce la fai, ce la fai, ce la puoi fare.
perchè dico io? hai tutto che puoi desiderare di piu'....troppe pretese Simona, accontentati ....ma io come la luna mi sono un po' stancata e vorrei scendere un po' ...ho i piedi nudi e non so che fare e allora rimango ancora qui per un po' con questo nodo stretto in gola e le mani fredde da scaldare tra altre mani. Nel frattempo cantando ad Andrea la Luna si è addormentato tra le mie braccia è la diga forse per un po' non cederà, è così bello...

Un giorno all'improvviso
la luna si stancò
di guardare il mondo di lassù;
prese una cometa,
il volto si velò
e fino in fondo al cielo camminò.
E sorpresa fù
che la bianca distesa
non fosse neve.
Eran solo sassi
e i piedi si ferì,
piangendo di nascosto lei fuggì.
Affrontare il mondo a piedi nudi
non si può
e dall'alto a spiarlo lei restò.
E sorpresa non è più
che la bianca distesa
non sia neve.
ANGELO BRANDUARDI
sabato, 03 novembre 2007
ancora non so cosa mi abbia spinto a schiacciare il fatidico pulsante "cancella" sul mio passato di blog.
forse la sensazione puramente virtuale di nascere di nuovo e così facendo non morire mai....
mi manca un po' ...tutte quelle pagine cinque anni di parole e pensieri..... ma, non me ne sono pentita , qualcuno che amo molto, dice sempre che ogni giorno noi siamo diversi da ieri e da domani....e così eccomi qui.....oggi tra boschi foglie e acqua in cui amo camminare per lasciare impronte da seguire...
impronte nuove di bambina che prova a camminare malferma nuovamente sulle proprie gambe.....
mi seguirete? io spero tanto....voi siete quel pezzetto del mio passato che non ho mai voluto cancellare.....e mai vorro' .
(FOTO DI KARIN)
venerdì, 19 ottobre 2007

Andrea che sa volare...
mercoledì, 17 ottobre 2007
Primo giorno di scuola, una leggera brezza fresca ti accarezza le guance rosse per l'emozione. ti guardo il viso pulito, tondo e bambino che conosco mio da sempre.
Le labbra socchiuse in attesa di dire non lasciarmi ora, che oggi davvero divento grande...
Come un fiore che sboccia sento il profumo forte delle tue mille emozioni.
Esplode dal cuore la paura della solitudine, tu in mezzo a quel mare nuovo , suona la campanella, corri veloce, hai lo zaino grande e così pesante.
E io ...non vorrei che tu portassi tutto quel peso...è il primo...di tanti che porterai su quella pazza giostra della tua nuova vita.
Dammi la mano, ancora me la porgi, insicura cercando nel mio calore il nido perduto. Ma ora sei già in fila che guardi avanti i tuoi compagni e la tua nuova maestra....solo un istante ti giri, per regalare un sorriso tutto per me, il piu bello di figlia.
ti amero' per sempre piccola farfalla timida.
Per sempre...

